Login

[ajax_login]

MISSION

Gli obiettivi di Generazioni Toscana sono i seguenti:

­Promuovere la cultura e il modello cooperativo tra i giovani, nelle scuole e nelle università e presso gli organismi e le rappresentanze giovanili degli altri sistemi associativi e nelle sedi istituzionali. Promuovere imprenditorialità tra i giovani. Fare impresa non è facile, farla insieme ad altri è ancora più difficile, ma non impossibile. Spesso con buone idee si possono avere risultati positivi. La cooperazione può essere la risposta a quei giovani che vogliono diventare imprenditori di se stessi e avviare attività in collaborazione ad altri, che mettano in sinergia più competenze. Dovremo inoltre monitorare e diffondere bandi e progetti regionali cercando di attivare azioni di sinergia tra i soggetti appartenenti al mondo cooperativo.

generazioni foto

Formazione imprenditoriale dei giovani cooperatori. Il gruppo dovrà occuparsi di creare proposte mirate a elevare cultura e specializzazioni dei giovani cooperatori raccogliendo i fabbisogni e promuovendo, in collaborazione con gli organismi preposti, la strutturazione di corsi di formazione specifici.

­Pensare a proposte anche di carattere normativo che facilitino il ricambio generazionale. Il tema dell’internazionalizzazione, vera sfida per molte delle nostre imprese in diversi settori, dovrà vedere una continua attenzione del gruppo, al fine di mettere in relazione le diverse esperienze.

­Organizzare le forze dei giovani di Legacoop perché partecipino da protagonisti, al processo di costituzione dell’ACI. Realizzare la casa comune dei cooperatori italiani non può essere una sfida nominalistica, tanto meno di un singolo, ma la sfida per dare ruolo e funzioni alla cooperazione nel processo di rinnovamento del paese. La presenza dei giovani cooperatori assicura che la sfida non sia monca.

 

Il documento di mandato

 

Nel 2013 la Toscana ha registrato una caduta del PIL pari all’ 1,4% (dall’inizio della crisi il pil ha subito una contrazione di circa 5 punti percentuali); è cresciuto l’export, ma la domanda interna ha registrato una significativa flessione, solo il mercato internazionale sembra confermarsi l’unico motore di crescita. Il tasso di disoccupazione, pur restando ben al di sotto della media nazionale, ha raggiunto l’8,7%, un valore che non si registrava dalla fine degli anni ‘90. Ad essere colpiti dalla debolezza della domanda di lavoro sono stati più i giovani rispetto ad altre fasce di popolazione. La disoccupazione giovanile infatti ormai registra valori ben oltre il 40%. Le attuali previsioni per il 2014 non segnalano controtendenze e rimandano la ripresa, che non sarà particolarmente rigorosa all’anno successivo. Ci vorranno quindi ancora anni per recuperare le perdite di reddito accumulate dall’inizio della crisi ad oggi.

In questo quadro dell’economia molte delle imprese che riescono a resistere lo fanno attraverso il taglio dei costi, la riorganizzazione, la ristrutturazione aziendale e la compressione dei margini. La crisi induce paura, la paura induce sfiducia, la sfiducia nelle economie moderne è il più straordinario carburante di nuova crisi, perché spinge a concentrare le  energie sulla gestione dell’emergenza ed impedisce di progettare su di un orizzonte temporale più ampio e di programmare investimenti per il futuro.

Il modo meno costoso per ridurre i costi e fronteggiare la caduta della domanda è molte volte quello di ridurre le assunzioni, che si suppone andrebbero a favore di giovani. A ciò si aggiunge da un lato il dualismo del nostro mercato del lavoro, che rende agevole l’interruzione dei rapporti regolati da contratti a termine e più complessa la rinuncia a chi invece ha una storia lavorativa più lunga e che ha sicuramente un grado di protezione più elevato, dall’altro, la difficile transizione dalla scuola al lavoro, per le poche occasioni di interazioni fra mondo della scuola e del lavoro.

Ovviamente per creare nuovi posti di lavoro, oltre allo snellimento burocratico abbiamo bisogno di una politica industriale che riavvii un circolo virtuoso della nostra economia.

Molto importante sarà anche riuscire ad aumentare l’attrattività del Paese e riuscire a semplificare il nostro ordinamento giuridico. Ormai la nostra burocrazia ha un costo non più sostenibile. Senza interventi strutturali e rilancio degli investimenti sarà difficile prevedere in tempi rapidi un cambiamento di tendenza e se non riparte, velocemente, la produzione difficilmente crescerà l’occupazione e senza lavoro continuerà ad aumentare la povertà e quindi la domanda interna continuerà a cadere. Rimandare gli investimenti in attesa che venga sanato il bilancio pubblico ci pare una strategia non più sostenibile.

L’altro tema è la pressione fiscale: ormai da tempo abbiamo il primato in Europa per la più alta pressione fiscale sulle imprese e sui lavoratori.

Di fatto le componenti più colpite della crisi sono state quelle che in genere vengono ritenute le più decisive per disegnare il futuro di un sistema: industria, investimenti e giovani.

Come gruppo giovani di Legacoop cercheremo di proporre agli organismi dirigenti possibili politiche e strumenti di sviluppo, innovazione, sostenibilità con particolare attenzione ai temi del ricambio generazionale, della formazione e della crescita dei cooperatori. Inoltre vogliamo promuovere la cultura e il modello cooperativo tra i giovani, presso gli organismi giovanili e le sedi istituzionali, scuole e strutture di promozione delle politiche attive del lavoro.

E’ innegabile, e numerosi studi lo dimostrano, che creatività e ideazione tipica dei giovani, divengono un fattore fondamentale che deve giustificare una maggiore propensione al loro inserimento in organico e che contribuisce ad innovare prodotti/servizi anche per il tramite della modifica degli approcci di lavoro, delle strategie aziendali e degli assetti organizzativi. Esiste infatti una correlazione molto forte tra propensione al futuro, innovazione e ricambio generazionale.

Ogni cooperativa ha una sua storia, risultato delle scelte imprenditoriali dei gruppi dirigenti che hanno ricevuto il mandato dai soci. Ma esiste un tratto comune, le cooperative sono cresciute grazie all’autofinanziamento costituito dalle riserve indivisibili che sottraendo parte degli utili ai soci resta nell’impresa e trasmesso alle generazioni future. Ormai possiamo interpretare la riserva indivisibile come “premio assicurativo” per garantire la continuità e la sicurezza dello scambio mutualistico e che delinea a pieno l’attenzione che questa forma societaria dà al futuro.

E’ passato poco più di un anno dalla costituzione ufficiale di Generazioni Nazionale. Possiamo dire di essere ancora in fase di start-up ma le iniziative portate avanti in questi mesi sono state molteplici e di primaria rilevanza: dal credito, alle questioni legate alla strumentazione finanziaria delle cooperative,  alla formazione. Ed i primi risultati sono arrivati, basti citare il decreto  “destinazione Italia”.

Dal livello nazionale al territorio, c’è la necessità di avviare un percorso per accrescere la forza di Generazioni nei territori a partire dal nostro. Per questo si propone la costituzione anche in Toscana del gruppo Generazioni. Oggi si avverte, tutto il rilievo che l’organizzazione adulta dà a questa scommessa, soprattutto in questa fase in cui l’organizzazione ha bisogno di motivarsi al cambiamento e il cambiamento generazionale è sicuramente uno dei temi per motivare la propensione al futuro.

Sinteticamente questi gli obiettivi del gruppo Toscano Generazioni:

1

Promuovere la cultura e il modello cooperativo tra i giovani, nelle scuole e nelle università e presso gli organismi e le rappresentanze giovanili degli altri sistemi associativi e nelle sedi istituzionali.

 

2

Promuovere imprenditorialità tra i giovani. Fare impresa non è facile, farla insieme ad altri è ancora più difficile, ma non impossibile. Spesso con buone idee si possono avere risultati positivi. La cooperazione può essere la risposta a quei giovani che vogliono diventare imprenditori di se stessi e avviare attività in collaborazione ad altri, che mettano in sinergia più competenze.

Dovremo inoltre monitorare e diffondere bandi e progetti regionali cercando di attivare azioni di sinergia tra i soggetti appartenenti al mondo cooperativo.

3

Formazione imprenditoriale dei giovani cooperatori. Il gruppo dovrà occuparsi inoltre di creare proposte mirate a elevare cultura e specializzazioni dei giovani cooperatori raccogliendo i fabbisogni e  promuovendo, in collaborazione con gli organismi preposti, la strutturazione di corsi di formazione specifici.

4

Pensare a proposte anche di carattere normativo che facilitino il ricambio generazionale.

5

Il tema dell’internazionalizzazione, vera sfida per molte delle nostre imprese in diversi settori, dovrà vedere una continua attenzione del gruppo, al fine di mettere in relazione le diverse esperienze.

6

Organizzare le forze dei giovani di Legacoop perché partecipino da protagonisti, al processo di costituzione dell’ACI. Realizzare la casa comune dei cooperatori italiani non può essere una sfida nominalistica, tanto meno di un singolo, ma la sfida per dare ruolo e funzioni alla cooperazione nel processo di rinnovamento del paese. La presenza dei giovani cooperatori assicura che la sfida non sia monca.

 

Conclusioni

Dovremo naturalmente lavorare al fine di incrementare il nostro gruppo e individuare giovani cooperatori che hanno la voglia di mettersi in gioco e condividere insieme questa iniziativa. Perché, se per far parte del gruppo la precondizione è di essere socio di una cooperativa Toscana (avendo meno di 41 anni di età), l’adesione al gruppo è e resta su base volontaria.

Dunque, il nostro obbiettivo, di giovani cooperatori toscani,  non è quello di arrivare “tranquilli” ai 41 anni ma, come giungere a “essere non più giovani” avendo lavorato per il raggiungimento di un risultato: essere stati protagonisti nella costruzione di un nuovo modello del movimento cooperativo italiano aver contribuito alla stimolazione di una cultura che rimetta la persona, il lavoro e la cooperazione al centro delle dinamiche di sviluppo e avendo permesso ad una generazione di corrispondere alla sfida.